the siren

I Belong to the sea...

But I hope to reach the sky Soon

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Dream by DarkLuna| mercoledì, 16 agosto 2006 17:31 :: commenti (2)
Categoria: blue depressiva

vuoto

il mio desiderio è... un mondo di vuoto e silenzio

 

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Dream by DarkLuna| mercoledì, 26 aprile 2006 16:55 :: commenti
Categoria: red depressiva

a feeling of despair

coming througout my head
makes me sick makes me stand not the pain of the candlelight
a felling of dispair
when you're gone the air's grey
the air's not alive. anymore. beacuase of your breath missing.
do you want to
be my valentine
do you want to
be my allucination
do you want to be
my medicine
my candlelight

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Dream by DarkLuna| sabato, 15 aprile 2006 17:07 :: commenti
Categoria: green depressiva

n.p.

sentivo la sua voce sempre più lontana, nella mia testa... eppure il fastidio aumentava, come una tortura, come gocce d'acqua che cadessero a intervalli crudelmente e disperatamente regolari...

la sua voce si allontana ma la sento ronzare sempre più fastidiosamente in me... e che cosa mi sta dicendo, non capisco .

dove voglia attirarmi, non lo so.

cosa stia cercando, non lo troverà in me.

ma chi sei? per un attimo tace.

sembra esitare ma poi il supplizio riprende, più sottile e insisnuante di prima.

la porta dietro la quale ho barricato la mia sanità è già dischiusa...

potrei provare a richiuderla, ma... ho una smaniosa curiosità di sapere cosa vi irromperà, voglio vedere in faccia cosa sancirà il mio assassinio...

sono davvero così completamente in sua balìa da lasciarlo invadere in me senza opporre la minima resistenza, anzi, risparmiandogli ogni fatica, spianandogli la strada? 

sento già la mia coscienza spingere per abbattere quella ostile barriera in cui ho cercato di ripararla...

sento gà i mii pensieri correre incontro al nemico per fissarlo negli occhi, prima di essere trafitti e morirgli tra le braccia...

dolce, dolcissima pazzia, mi attiri a te con la promessa di non farmi sentire più alcuna sofferenza... sei così crudele e così venerata... capisco, ti vedo, quanto sei subdola, arrivi e offri una parvenza di salvezza non appena il dolore delle tue vittime colma la misura

sorridi materna, apri le braccia invitante e benevola, invitando a farsi abbracciare sprofondandoti dentro,  dove niente di ciò che accade all'esterno del tuo spesso manto può raggiungerti... e sai benissimo che non esiste amore o sortilegio in grado di salvare chi hai intrappolato...

meglio davvero impazzire, meglio diventare tue prede e lasciare il guscio fuori, nel mondo, lasciarlo lì a marcire per tuo divertimento mentre ti si dorme in grembo...

però smetti di assilarmi. arrivo

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Dream by tokage| lunedì, 27 marzo 2006 13:27 :: commenti
Categoria: black depressiva

teorema

da che ho memoria...
non ho fatto altro che essere un'alchimista. che ricambiare l'uomo che mi aveva salvato la vita quando ancora non potevo deciderne io stessa facendomi crescere da lui, facendomi preparare a succedergli come migliore alchimista del mondo conosciuto
Allora, cosa c'è che non va in me' sono stata una brava allieva, padre, una magnifica allieva... una figlia, non sono stata capace di esserlo. ma i miei sforzi per apprendere in pochi anni ciò che per te aveva richiesto una vita di sforzi, erano solo il mio disperato tentativo di renderti fiero di me, padre... non so se mi credi.
non lo so, e non voglio saperlo. voglio solo tornare a chiudermi nel mio autismo come quando ero piccola, padre, tornare a quell'età in cui solo tu capivi che sembravo inerte, la porta del cuore e della mente chiusa a doppia mandata, ma che invece, come una calamita divoravo tutto quello che mi circondava, senza mai saturarmi di conoscenza...
oh, padre, non sai quanto vorrei che per una sola volta tu mi chiamassi ancora una volta "la tua ostrica", che tra le sue spesse e impenetrabili valve sta scolpendo una perla di rara bellezza da mostrare al mondo appena si schiuderà..
non ti sto acusando, padre. sto incolpando me stessa. non ho potuto essere la figlia che volevi, ho voluto a tutti i costi essere almeno la tua degna erede. perchè mi sarei fatta impiantare un barccio e un occhio meccanici, se non per diventare la più brava alchimista che tu abbia mai conosciuto?
non lo so quando, padre, ti giuro che non lo so, quando ho iniziato a desiderare di voler diventare migliore di te. ma il vederti sempre un passo avanti a me, il cercare continuamente di raggiungerti e aggrapparmi al tuo mantello, così affamata come ero di calore umano, il vedere sempre il tuo volto di pietra che si girava impassibile verso di me ordinandomi freddamente di sbrigarmi e di stare al passo con te...
padre, hai finito per frantumare la mia delicata, vitrea essenza. non te ne faccio una colpa. è stato per la mia debolezza, io soffrivo non perchè tu fossi cattivo, ma perchè ero io a essre debole, padre...
debole. tutto ciò che tu avevi sempre disprezzato, tutto ciò che tu avevi lottato per non farmi diventare...
io dovevo diventare orte. ma a che prezzo' qualsiasi. non me ne curavo. io devo diventare pietra. tutto quello che io riesco ad avvicinare all'idea di forza che tu rappresenti, è la pietra. fredda, immota, solida... vuota.
com potevo, io, diventare un guscio vuoto, padre, un'ostrica senza alcuna perla che si sta incrostando tra le sue valve, come potevo, padre... senza rimpiangere per tutta la vita quel meraviglioso frutto a cui stavo dedicando la mia esistenza, il frutto che sarei diventata per te...
tu non mi avresti voluta, tu mi avresti rinnegata.
senza rimpianto ho gettato via le mie fatiche, anzi, l'ho fatto con gioia.
ti prego, però... quando sarò diventata la marmorea statua che desideri, quando avrò imparato a far spegnere, senza alcuna eco, nel vuoto lasciato dall'anima che avrò cacciato, qualsiasi intemperie... almeno una volta, quel vuoto riempilo con una parola d'affetto... poi la farò scivolare via, me ne dimenticherò, non la serberò come il tesoro più prezioso, riuscirò a dimenticarla. ma per una sola volta, te ne prego...
abbracciami, papà...


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Dream by tokage| giovedì, 19 gennaio 2006 13:16 :: commenti
Categoria: violet depressiva

elevation-

a mole digging in a HOLE digging on my soul now going down ESCALATION

you elevate my SOUL i've got no self-control, living like a mole, now, going down, EXCAVATION

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Dream by tokage| domenica, 08 gennaio 2006 20:21 :: commenti
Categoria: yellow depressiva

sky- there is hope

so, you know, delia.... i was just wandering... what could remain for us, you know, in the future...
-i don't know... maybe i'm born on earth, but the only thing i know is sky for me never changes
-you mean... he is always the same, whatever happens?
-no... i'll always gaze at him. so this is something i can be sure of. future is brighter, if you look at it through the sky
-do you mean... the absolute?
-it has nothing to do with the absolute... just humans, nothing of us can compare to it... sky is the only thing you wake up in the morning and hope to see again... cities can fall people can die, but sky is always up there. and you hope you can turn your glance up to him

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Dream by tokage| lunedì, 26 dicembre 2005 13:42 :: commenti
Categoria: blue depressiva

sweet tortura

nella mia prigione di inchiostro e carta il tempo spellerei con le mie silenziose dita

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Dream by tokage| 13:23 :: commenti
Categoria: green depressiva

sanguine

Fammi sanguinare.

perchè il mio odio per te
trovi sfogo nel sangue che scorre
e alimento nella ferita che brucia

fammi sanguinare

perchè il sangue è più onorevole
delle lacrime

fammi sanguinare

e uccidimi.
perchè il mio fantasma ti tormenti
e ti stia acccanto per sempre
e non importerebbe
che tu non mi vuoi

fammi sanguinare

e guardami
perchè voglio essere nei tuoi incubi
cadavere a causa tua
per essere nei tuoi pensieri

fammi sanguinare

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Dream by tokage| 13:20 :: commenti
Categoria: red depressiva

mare oceano

Cammino. In questa distesa di quiete, piumose dune, in silenzio. Sento la sabbia modellarsi sotto i miei piedi. SEmbra sostenerti appena e sollevarti insieme. Il vento soffia pigro, agitando leggere onde in questo morbido mare dal biancore avvolgente. Piano piano, passo dopo passo, su questa distesa che pare inifnita, vado avanti. Ogni volta che sollevo un piede, sottili veli di sabbia si adagiano sulla mia orma, intessendovi di nuovo quel ricamo che involontariamente ho sfasciato.dietro di me, la silenziosa spinta dell'aria che gioca ad arruffarmi i capelli e a gonfiarmi il vestito bianco. e su di un celo immenso, non una nuvola che, stanca per chissà quale interminabile viaggio, si riposi sopra di me per velarmi con la sua rinfrescante ombra.
Mi inginocchio. le mie mani nere sulla sabbia bianca. sistemo i capelli stringendoli forte sulla testa. Mi distendo completamente con lo sguardo verso il cielo. respiro. i miei polmoni si riempiono per un istante di quell'aria inodore. E' come se il vento continuasse a corrermi dentro. Mi sento fluttuare, come incorporea, in quella strana atmosfera. respiro ancra. sono sola in quella vastità di seta. senza sapere come, quando e da dove ci sono arrivata. Apro gli occhi. il sole brucoia, ma per un attimo sopporto di fissarlo. Chiudo gliocchi. davanti a e, a palpebre abbassate, mi accorgo che non c'è nulla. Non vedo nero, non vedo e basta. Solo una macchiolina di colore mi danza davanti, anche lei sperduta nel nulla.
Le ore passano. Io sono sempre lì, mmobile in un luogo dove tutto è in continuo movimento. Il vento mi accarezza la pelle e la sabbia granulosa la solletica. Apro gli occhi. il sole è fermo all'orizzonte, e tutto il cielo, prima così tranquillo, adesso è infiammato dagli ultimi, sofferenti raggi di luce del giorno che muore. La sabbia, che non si era quietata un solo istante da quel suo morbido volteggiare, sembra ritirarsi per un istante, posarsi a terra come raggelata dalla scomparsa del calre diurno. Anche il vento, tutt'a un tratto, si fa gelido, quasi tagliente. Il cielo si veste a lutto, e sul nero funebre le stelle sembrano tante piccole lacrime che l'orgoglio o il ritegno non volgiano far cadere. La macchiolina di colore è morta. ha smesso di danzare. Per la stanchezza o... per il dolore? e' ora che smetta anch'io.
Apro gli occhi. le mie braccia e le mie gambre si rilassano. il vento non gioca più col mio vestito bianco, nè la sabbia solletica la mia pelle nera. piano piano, quasi senza che io me ne accorga, le dune mi inghiottono dolcemente, come candide lenzuola che accolgoono un neonato nel loro soffice tepore. Piano piano, e ancora una volta apro gli occhi, in un mare di dune bianche sotto un cielo azzurro.

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Dream by tokage| 13:10 :: commenti
Categoria: white depressiva

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